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Bilancio 2012 alla luce del nuovo federalismo fiscale »Seminario di Aggiornamento: BILANCIO 2012 ALLA LUCE DEL NUOVO FEDERALISMO FISCALE, PATTO DI STABILITA' E TAGLI ALLA SPESA Scuola di Pubblica Amministrazione “F. Marcone” 24 Novembre 2011 - Provincia di Foggia - Aula Consiliare via P. Telesforo n. 25 Le manovre correttive dei conti pubblici approvate con i decreti legge n. 98/2011 ( L. n. 111/2011) e n. 138/2011 (L. n. 148/2011) hanno contraccolpi rilevanti sui vincoli di bilancio degli Enti Locali, alle prese con una delicata fase di passaggio dalla finanza derivata, alla funzione di autonomia proposta dal modello del federalismo fiscale. (http://www.myspace.com/Modules/PostTo/Pages/?u=http://www.scuolafrancescomarcone.it/index.php/testi-paolo-daniela-marcone.html t=) (http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.scuolafrancescomarcone.it/index.php/testi-paolo-daniela-marcone.html t=) (http://www.newsvine.com/_tools/seed&save?u=http://www.scuolafrancescomarcone.it/index.php/testi-paolo-daniela-marcone.html h=) (http://www.linkedin.com/shareArticle?mini=true url=http://www.scuolafrancescomarcone.it/index.php/testi-paolo-daniela-marcone.html title= summary=Seminario%20di%20Aggiornamento%3A%20%20BILANCIO%202012%20ALLA%20LUCE%20DEL%20NUOVO%20FEDERALISMO%20FISCALE%2C%20PATTO%20DI%20STABILITA%27%20E%20TAGLI%20ALLA%20SPESA%20Scuola%20di%20Pubblica%20Amministrazione%20%E2%5B..%5D source=) (http://www.google.com/bookmarks/mark?op=add bkmk=http://www.scuolafrancescomarcone.it/index.php/testi-paolo-daniela-marcone.htmltitle=) Giovedì 17 Novembre 2011

Lettere aperte dei figli di Francesco Marcone


Lettera aperta di Daniela Marcone

marconeFrancesco Marcone, mio padre.
Per molti anni ho imbrigliato il ricordo che avevo di lui per affrontare le durezze della richiesta di giustizia (istituzionale) sulla sua morte. Ora, a distanza di undici anni da quel tragico evento, mi ritorna alla memoria tutta la sua persona, non ho più la possibilità emotiva di pensare a lui come al “caso Marcone”.
Mio padre è così vivo nei miei pensieri…ricordo soprattutto il suo sguardo intenso, a tratti tenero ma sempre deciso e fermo. Indossava occhiali da vista dalle lenti leggermente oscurate che nascondevano l’azzurro puro dei suoi occhi:io so che quegli occhi delicati ,che mal sopportavano le luci intense, guardavano il mondo con la determinazione e la lealtà verso il genere umano che lo caratterizzavano come uomo. Ciò lo ha sostenuto nel momento più difficile della sua vita. Si, deve essere stato un momento, almeno questa è la mia speranza, quando ha compreso, in maniera inequivocabile, che i valori in cui credeva, l’onesta e la pulizia che governavano la sua vita, lo avevano condotto alla morte: qualcuno, alle spalle, da vigliacco, gli stava sparando.
Due colpi, sparati da breve distanza, alla nuca ed alla schiena, entrambi mortali, hanno spento quella luce azzurra accesa sul mondo, su me, sulla mia famiglia.
Due colpi hanno spento le sue idee, la sua voce, la sua saggezza.
Ma io non dimentico il suono dei suoi pensieri, le riflessioni che ha voluto condividere con me. Quei colpi, all’indomani della sua morte, mi sembrarono una sconfitta per tutti noi, ma oggi sono certa che essi hanno sconfitto solo chi li ha sparati, chi li ha commissionati.
Mio padre sopravvive nella nostra memoria intatto, forte, un uomo che nell’essenzialità della sua vita, ha saputo opporsi all’evasione fiscale, a quel subdolo gioco di interessi che molte volte ti viene proposto da chi ha un volto “amico”. La sua morte ha il significato della vittoria perché rappresenta il tentativo estremo ma fermo, tragico ma coraggioso, di impedire la sconfitta dello Stato: “lo Stato siamo noi” mi diceva spesso.
Continuerò a raccontare di mio padre in ogni luogo e contesto in cui ciò mi sarà permesso, perché la sua vita e la sua vittoria non restino il ricordo di una figlia ma si trasformino in bagaglio culturale per coloro che affrontano coraggiosamente, fra mille difficoltà, le illegalità quotidiane.


Daniela Marcone, febbraio 2007


Pensiero di Paolo Marcone

marconeStiamo vivendo anni molto difficili, assistendo inermi a continui brutali atti di violenza. La rabbia è tantissima ed ancor più la voglia di giustizia, di una giustizia che punisca definitivamente coloro i quali hanno tolto la vita di chi l’ha nel tentativo di affermare la legalità.
Frequentemente in questi anni si sono ripetute simili tragedie e troppo facilmente il cittadino è portato a dimenticare le perosne “cadute” nell’adempimento dei propri doveri istituzionali e che, in una società con molti mali come la nostra, rappresentano quella parte sana ed onesta di cui son fiero ed orgoglioso.
Ritengo che tutti noi abbiamo il dovere di ricordare coloro del cui impegno e sacrificio si è stati testimoni nell’esemplare servizio allo Stato in difesa della legalità.
E’ bene ricordare che il sacrificio di Francesco Marcone, Direttore dell’Ufficio del Registro di Foggia, assassinato la sera del 31 marzo 1995, dopo più di undici anni dal suo assassinio, è tutt’ora avvolto nel mistero: la Giustizia on ha ancora dato un volto ai responsabili e chiarito del tutto i moventi.
Per casi come quello di mio padre e per poter vivere in uno Stato di legalità, invito tutti i cittadini italiani a non arrendersi, ad andare fino in fondo, affinché giustizia sia fatta e i delinquenti paghino per aver spento il cuore di un animo coraggioso come quello di Francesco Marcone, vittima della sua onestà.


Paolo Marcone, febbraio 2007

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